Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti imporranno dazi del 25% sulle merci importate dall’India, a partire dal primo agosto. «Sebbene l’India sia nostra amica, nel corso degli anni abbiamo fatto relativamente pochi affari con loro perché i loro dazi sono troppo alti, tra i più alti al mondo, e hanno le barriere commerciali non monetarie più rigide e odiose di qualsiasi altro Paese«, ha scritto Trump in un post su Truth Social. Inoltre, l’India pagherà una multa per il massiccio acquisto di petrolio russo.
Le tasse sui servizi digitali “saranno sul tavolo” nei colloqui tra Stati Uniti e Ue. Lo ha detto il segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick in un’intervista rilasciata ieri - secondo il fuso orario americano - ai microfoni di Cnbc. “Mi aspetto di continuare a parlare con i responsabili del Commercio della Commissione europea? Sì. Mi hanno chiamato stamattina per discutere su quali altri temi affrontare. Le tasse sui servizi digitali e gli attacchi contro le nostre aziende tecnologiche: questo sarà sul tavolo”, ha detto Lutnick, evidenziando che “c’è ancora molto da negoziare”.
’’L’incertezza dovuta ai dazi ha frenato l’economia. Si inverte infatti in senso negativo la dinamica del Pil italiano, come evidenziano i dati Istat: nel secondo trimestre il Pil sarebbe diminuito dello 0,1% rispetto ai primi tre mesi dell’anno (-327 milioni di euro), mentre in termini tendenziali la variazione scende dallo 0,7 allo 0,4%. SI tratta di stime ancora coerenti con le nostre valutazioni di una crescita del Pil dello 0,5% nel 2025, ma anche questo modesto risultato è, ad oggi, in forte rischio di ribasso. Molti dettagli dell’intesa tra Ue e USA sono inoltre ancora da chiarire’’. Lo sottolinea Confesercenti in una nota. ’’Il risultato deriva da un ulteriore arretramento del settore manifatturiero, cui si sarebbe accompagnata una flessione del settore agricolo, non compensati dall’andamento dei servizi, il cui valore aggiunto sarebbe rimasto invariato rispetto al primo trimestre. Nel contesto di indebolimento degli scambi internazionali, determinato dalle nuove politiche tariffarie statunitensi, il settore estero avrebbe inoltre fornito un contributo negativo alla crescita, con un aumento delle esportazioni rimasto al di sotto di quello delle importazioni, per le quali è in atto un fisiologico recupero dopo le due flessioni consecutive del biennio 2023-24’’, prosegue la nota.








