A una settimana dall’entrata in vigore dei dazi trumpiani, mentre Washington e Bruxelles fanno passi avanti per mettere nero su bianco l’accordo commerciale destinato a ridisegnare i rapporti economici transatlantici, dagli Stati Uniti arriva un segnale inatteso: l’impennata dei prezzi alla produzione (+0,9% a luglio, +3,3% su base annua) indica che il costo dei dazi comincia a trasmettersi alla catena del valore americana, con possibili conseguenze anche sulla politica monetaria della Federal Reserve.