«Da quanto ci risulta, i dazi sono ormai pienamente in vigore». Lo ha detto nel briefing con la stampa a Bruxelles il portavoce della Commissione Europea Olof Gill. Due giorni fa lo stesso portavoce aveva indicato che secondo l’interpretazione dalla Ue alle dichiarazioni di Trump i dazi sarebbero entrati in vigore nella mattinata dell’8 agosto.
Nel quadro dell’intesa sui dazi, l’Ue ha trasmesso all’amministrazione Usa «intenzioni aggregate in materia di spesa energetica e di investimenti delle aziende europee nell’economia statunitense», «questi impegni non sono vincolanti: la Commissione non ha il potere di imporli. Si tratta però di intenzioni trasmesse in buona fede, dopo aver consultato le nostre industrie e gli Stati membri per avere un quadro chiaro delle prospettive». Lo ha detto il portavoce dell’esecutivo Ue per il Commercio, Olof Gill.
«Abbiamo ottenuto un impegno per un tetto tariffario uniforme del 15% che si applica a tutti i prodotti, e si tratta dell’unico accordo con gli Stati Uniti che non impone tariffe aggiuntive rispetto alle tariffe della nazione più favorita. L’impegno» sancito dall’accordo del 27 luglio «vale anche per farmaci e chip» ha precisato Gill.
Canada e Australia, ma anche Arabia Saudita, Norvegia e India. Sono le alternative che possono aiutare l’economia sarda a ridurre la dipendenza commerciale dagli Usa. Lo dice il nuovo report realizzato dal Centro Studi di Confindustria Sardegna, che analizza in dettaglio l’evoluzione delle esportazioni regionali nei settori agroalimentare e manifatturiero durante l’ultimo triennio. Gli Stati Uniti rappresentano oggi il primo mercato per l’agroalimentare sardo, con quasi 140 milioni di euro di esportazioni nel 2024.











