(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’attesa per la decisione della Cassazione sul rimborso del canone spinge il titolo Telecom Italia +2,29%

che è tra i migliori a Piazza Affari (FTSE MIB +0,45%

). In queste ore, come sintetizza Intermonte, è prevista l'udienza relativa al rimborso del canone di concessione del 1998, versato da Tim allo Stato italiano. La Corte d’Appello di Roma ha condannato la Presidenza del Consiglio a restituire alla tlc circa 995 milioni di euro. Secondo il management, sottolineano gli analisti, «l’udienza odierna potrebbe offrire maggiore visibilità sul rimborso del canone 1998, in tempi potenzialmente brevi. L’esito sarà decisivo per definirne modalità e tempistiche, con un impatto positivo sul debito del gruppo». Da questo punto di vista, la Sim milanese stima «un debito netto after-lease di 6,5 miliardi a fine 2025 (pari a 1.7x l’ebitda after lease)», includendo nel quarto trimestre l’incasso da 0,7 miliardi per la cessione di Sparkle e prima di considerare il rimborso del canone 1998.

Nell’attesa, il mercato sta scommettendo sul titolo, tornato nelle ultime settimane a livelli che non si vedevano da oltre tre anni. Si tratta, in pratica, del valore massimo del titolo Tim da quando il ceo Pietro Labriola ha preso le redini del gruppo a gennaio 2022. Ma le partite aperte per la società sono diverse, dalle indiscrezioni che riportano la conferma da parte del Tar della sanzione da 74,3 milioni per violazione della normativa 'golden power' (legata alla mancata notifica da parte di Vivendi dell’assunzione del controllo di fatto sul gruppo). «La decisione arriva a 6 anni dai fatti contestati, risalenti al periodo in cui la società francese esercitava un’influenza dominante su Tim senza comunicarlo formalmente» ma in ogni caso, ricordano da Intermonte, l’importo era stato già accantonato dalla tlc.