Il suo primo amore è stato il calcio: ha giocato in diversi ruoli, si è affacciata fino alla Seconde Ligue femminile. Il suo piano era diventare insegnante di educazione fisica. Per questo Nadia Melliti — laureata miglior attrice a Cannes 78, dove sabato sera ha battuto la favorita Jennifer Lawrence per il suo ruolo ne La petite dernière di Hafsia Herzi — dal palco del Grand Théâtre Lumière ha ringraziato anche i professori della facoltà alla Sorbona, la Stap (Scienze e tecniche delle attività fisiche e sportive) oltre alla sua regista.
Il cinema non figurava all’orizzonte di questa ventitreenne di origine algerina. È stata la direttrice di casting del film a scovarla. «È capitato due anni fa, stavo girando per Parigi, dalle parti di Châtelet — ha raccontato nelle prime interviste alla stampa francese —, mi ha fermato per chiedermi qualcosa. Pensavo fosse una turista, mi sembrava un’inglese. Mi ha detto solo che cercavano una persona per una certa storia. Sono curiosa di natura e ho detto sì. Ma pensavo fosse uno scherzo. Non avevo alcuna esperienza di recitazione, neanche scolastica. È sempre stato lo sport il mio interesse».
È bastata una sua foto per convincere Hafsia Herzi che sarebbe stata la protagonista giusta per il suo terzo film da regista, tratto dal romanzo autobiografico La più piccola di Fatima Daas. Impressione confermata dall’incontro con la ragazza. In fondo, successe qualcosa di simile anche a lei. Fu il suo sguardo, fiero e determinato, a convincere, quasi vent’anni fa, Abdellatif Kechiche a scritturarla come protagonista del suo Cous cous. Grazie a quel film lui vinse il Leone d’argento a Venezia 2007. E lei, ventenne esordiente assoluta, vinse il premio intitolato a Marcello Mastroianni, riservato agli emergenti. Nadia Melliti ha fatto di meglio: ha vinto nel campionato principale, quello delle attrici consolidate, battendo una concorrenza nel concorso di quest’anno molto serrata. Ha ricevuto la sua palma da una leggenda del cinema francese, Daniel Auteuil. Alla cena dopo la cerimonia uno dei membri della giurai presieduta da Juliette Binoche, Jeremy Strong, è voluto andare a renderle omaggio sotto lo sguardo intenerito della sua regista.







