"Il cinema è magico perché, come nel caso di questo film, contribuisce a disturbare il nostro modo di vivere normalmente accettato.
Il diritto all'aborto o i diritti delle donne in genere sono nati anche con il sostegno di film disturbanti come questo, capaci anche di abbattere le frontiere".
Così al Bif&st Nadia Melliti, vincitrice a Cannes come miglior attrice per il suo ruolo in 'La più piccola', terzo film da regista di Hafsia Herzi, attrice e regista franco-tunisina, tra le interpreti più amate di Abdellatif Kechiche. Il film, che sarà in sala con Fandango dal 23 aprile, è tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Fatima Daas, pubblicato in Italia da Fandango Libri.
Melliti nel film è Fatima, diciassette anni, la più piccola di tre sorelle di una famiglia musulmana di origine algerina.
Cresciuta tra affetto familiare e tradizioni, affronta il delicato equilibrio tra preghiere sussurrate e sogni proibiti.







