E ora che cosa succederà, dopo che Donald Trump ha riacceso la guerra commerciale con l’Europa, minacciando dazi al 50% su tutto l’import proveniente dall’Ue dal 1° giugno, con un post pubblicato venerdì sul suo social Truth? La posta in gioco è altissima: vale più di 851 miliardi di euro, pari all’interscambio tra Stati Uniti ed Europa nel 2024. L’Ue esporta beni per 531,6 miliardi negli Usa e ne importa per 333,4, con un surplus di 198,2 miliardi. Ma nei servizi è in deficit per 108 miliardi. Il saldo totale, però, rimane positivo per circa 90 miliardi. «Trump alza sempre la posta, poi ritratta, poi rilancia più forte. È un mercanteggiatore aggressivo che usa la minaccia come leva negoziale. Non è diplomazia, ma intimidazione», spiega al Corriere Dante Roscini, docente di economia internazionale alla Harvard Business School ed ex banchiere d’affari (Goldman Sachs, Merrill Lynch e Morgan Stanley). «Nei mercati è passata l’idea che Trump, alla fine, ceda sempre, ma intanto crea il caos».