«Non è il classico macho a cavallo. Il mio Santino è uno che viene preso a schiaffi dagli eventi nel corso di tutto il film, un tipo senza arte né parte. Non sappiamo neanche se abbia una casa, una famiglia. Non sa sparare, non sa fare a cazzotti, non sa neanche come gestire l’amore. L’unica cosa che sa fare è andare a cavallo. Mette davanti a tutti i suoi limiti e le sue fragilità. È Rosa (Nadia Tereszkiewiz, ndr) a guidare la storia». Alessandro Borghi è in concorso a Cannes, in Un certain regard con «Testa o croce?» di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis. Un western italiano, «non all’italiana», come raccontano i due registi. «Il punto di partenza sono stati gli spettacoli itineranti di Buffalo Bill, che mescolavano storia e finzione e costruivano miti attraverso la narrazione mistificata. Arrivarono anche a Roma tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento».
Alessandro Borghi a Cannes: «Interpreto un maschio tonto, lontano dai mitici cowboy. Sul set non so nemmeno sparare»
«Testa o croce?», presentato nella sezione Un certain regard, viene definito dai due registi Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis un western italiano, non all'italiana








