È il confronto col passato il filo che lega i tre film in concorso ieri: lo vuole scoprire la protagonista di Romería (Pellegrinaggio, ma non quello religioso bensì quello che si fa tra le feste popolari spagnole) di Carla Simón, se ne sente profondamente segnato il musicista al centro di The History of Sound (La storia del suono) di Oliver Hermanus e invece ossessiona le due sorelle di Sentimental Value (Il valore del sentimento) di Joachim Trier, tre film tutti segnati da una malinconia che diventa alla fine un’ammissione di sconfitta. Nel primo, la diciottenne Marina (Llucía García Torras), orfana e adottata neonata, ha bisogno per gli studi di un documento che certifichi la sua nascita spagnola. Per ottenerlo incontra i genitori del padre biologico finendo per far emergere quello che il buon nome della famiglia voleva tenere nascosto perché vergognoso, facile metafora di un Paese che ha cercato di dimenticare quello che si lasciava alle spalle, fossero anche gli anni della «movida» con il suo strascico di droghe e morti.