Joachim Trier oggi è probabilmente il regista europeo più in linea con lo spirito del tempo tra quelli che stanno riscuotendo successo. È norvegese, ha girato tre film su personaggi che vivono a Oslo, l’ultimo dei quali è stato molto importante: La persona peggiore del mondo. Passò a Cannes, arrivò agli Oscar (non solo nella categoria Miglior film internazionale, ma anche candidato alla miglior sceneggiatura) e ha lanciato la sua protagonista, Renate Reinsve, che ora fa anche film a Hollywood. Lui invece i film continua a farli in Norvegia e a presentarli a Cannes. L’ultimo, in concorso quest’anno, si intitola Sentimental Value. E ovviamente c’è di nuovo Renate Reinsve.
La ragione per cui Trier è così in accordo con lo spirito del tempo è per via delle sue storie di personaggi sensibili, in un mondo in trasformazione, che faticano a stare al passo della società o che per farlo devono un po’ prescindere dalle loro idee e dai loro desideri. Esprime bene un sentire diffuso in una parte del pubblico (quello più giovane): scollamento dalla società tradizionale, desiderio di una vita diversa, e grande enfasi sul proprio mondo interiore. Insomma, non fa film su grandi temi, ma su persone che cercano di stare bene. E li fa alla grande, con un lavoro sulla recitazione maniacale che tira fuori espressioni e volti pieni di verità emotive.














