Con Sentimental Value, Joachim Trier firma un nuovo capitolo di un percorso autoriale tra i più coerenti e riconoscibili del cinema europeo contemporaneo. Il regista norvegese ha costruito negli anni un cinema profondamente intimista, capace di interrogare l’identità, il tempo emotivo e le relazioni affettive con uno sguardo insieme rigoroso e vulnerabile. Dai primi passi con Reprise e Oslo, August 31st fino alla consacrazione internazionale di La persona peggiore del mondo, il suo lavoro ha sempre messo al centro personaggi in bilico, attraversati dal dubbio, dalla memoria e dalla paura di scegliere. Al Festival di Cannes il film ha vinto il Grand Prix speciale della Giuria, al bottino aggiunge otto candidature ai Golden Globe e 14 ai European film award, mentre è entrato in 3 shortlist Oscar. In sala da noi lo portano Teodora e Lucky Red.

(afp)

Sentimental Value prosegue e radicalizza questa ricerca, spostando il fuoco sul nucleo familiare e sul rapporto tra arte e vita privata: una storia che riflette sul peso dell’eredità emotiva, sulla responsabilità dello sguardo e sul rischio di usare l’esperienza personale come materiale creativo. Renate Reinsve, Stellan Skarsgård ed Elle Fanning raccontano un dramma familiare, la storia di un regista che vuole fare un film sulla sua vita e si riavvicina alle figlie mai troppo frequentate. Abbiamo incontrato l’autore in occasione di Sentimental Value, ma anche per ripercorrere i fondamenti del suo cinema: il rapporto con i personaggi, l’uso del tempo, il valore sentimentale delle nostre vite.