Cinque minuti e trenta secondi. È il tempo che impiega un modesto esperto di pratiche societarie per inquadrare il Gruppo Alfieri spv srl. Un commercialista liquiderebbe la pratica in tre minuti. A un imprenditore navigato come Massimo Cellino, che ne ha viste di tutti i colori, basterebbe annusare l’aria. E invece il presidente e proprietario del Brescia Calcio è andato a chiudere una delicata transazione con il Gruppo Alfieri. Ora il club rischia di precipitare in serie C. «Abbiamo chiesto 2,4 milioni in crediti d’imposta - ha affermato Cellino - e loro hanno trattenuto circa il 15%. C’era chi ci offriva il 25%, quindi uno sconto maggiore, ma il nostro fiscalista era tranquillo, aveva garanzie dalla Banca d’Italia: ora è disperato».
Brescia a rischio serie C: sede fantasma, nessun sito, zero dipendenti, ecco il gruppo Alfieri da cui Cellino si sente truffato
Cellino denuncia una truffa. Ma i rischi di trattare con il Gruppo Alfieri erano evidenti, nonostante la presunta sede in via Monte Napoleone. Il portiere del ricchissimo stabile a domanda risponde: «Gruppo Alfieri? Mai sentito»












