Gruppo Alfieri Spv, con sede nella prestigiosa via Monte Napoleone a Milano, con amministratore unico il 25enne Gianluca Alfieri, di Atripalda (Avellino): una «srl» con soli 25 mila euro di capitale sociale ed operativa solo da 7 mesi. Questa la società che avrebbe «truffato» il Brescia Calcio, che l’aveva interpellata per il versamento di contributi attraverso la compravendita di crediti di imposta per essere in regola con i pagamenti Inps e Irpef del 17 febbraio. Grazie a questa pratica (legale) gli stipendi del Brescia sono stati pagati sia a febbraio sia ad aprile (dove sarebbe commesso lo stesso errore, con una penalizzazione valida per il prossimo anno). Il nodo è però la cifra lorda da pagare allo Stato, che è stato (le due versioni restano discordanti) anche motivo del litigio con l’ex direttore generale del Brescia, Luigi Micheli, che si dimise e con cui ora Cellino è in causa. Anche il Trapani Calcio di serie C in una nota ha scritto di «essere stato truffato» dalla medesima società e di intraprendere contro di essa tutte le azioni legali necessarie. Cellino ora ha querelato l’amministratore Alfieri. Ma chi l’ha indirizzato su una neonata società dalle basi tutt’altro che granitiche? Il suo (noto) commercialista bresciano, che Cellino alla Gazzetta ha definito «disperato».