Una lettera aperta a tutti i diretti interessati tra le Istituzioni. Che sono tanti, ma nulla in confronto al milione di persone circa con Alzheimer in fase iniziale o con disturbo cognitivo lieve che potrebbero in via teorica essere candidabili alle terapie in arrivo. Firmataria della lettera è la presidente di Aima-Associazione italiana malattia di Alzheimer Patrizia Spadin, che accende i riflettori su un pressante interrogativo: a fronte del disallineamento tra nuove cure disponibili per chi le acquisti privatamente e capacità di presa in carico dei centri pubblici in Italia, quali sono i rischi concreti per i pazienti?

Lecanemab banco di prova

Il dilemma nasce dal via libera (ad aprile scorso) da parte dell’Agenzia europea del farmaco-Ema a lecanemab, l’anticorpo monoclonale per il trattamento dei malati di Alzheimer in fase precoce e per una parte minoritaria delle persone con disturbo cognitivo lieve che presentino placche di amiloide. Una terapia che presenta un’indicazione ben precisa e richiede un monitoraggio continuo dei pazienti che la assumono: gli effetti collaterali vedono al primo posto edema ed emorragia cerebrali.

L’acquisto da privati

In Italia l’approvazione da parte di Aifa è attesa non prima della fine di quest’anno (novembre o dicembre) ma intanto chi può permettersi il farmaco - che costa almeno 26mila euro - va ad acquistarlo anche da noi nei centri che lo vendono privatamente. Il che significa spostarsi dalla Calabria all’Ospedale San Raffaele di Milano - per fare un esempio - e ritorno. Un “ritorno” che sarebbe sguarnito dell’adeguata presa in carico e che quindi farebbe aumentare nei diretti interessati i rischi da mancato monitoraggio dei possibili effetti avversi. Le famiglie che hanno disponibilità finanziaria sono disposte - comprensibilmente - a tutto pur di ritardare la progressione della malattia ma poi - avvisano da Aima - potrebbero diventare le potenziali vittime di una rete ancora del tutto inadeguata di assistenza pubblica. Con gravi buchi e carenze organizzative e di personale soprattutto al Meridione.