Prendersi cura del proprio familiare malato di Alzheimer è durissima: la necessità di attenzione continua, la sofferenza di vedere una persona a noi cara perdere la memoria e poi l'identità, la coscienza di un declino che si può rallentare ma non invertire. Non meriterebbero proprio di portare il peso di una preoccupazione ulteriore, e per giunta evitabile. Eppure, è proprio ciò che accade, e che ci spinge a dire, provocatoriamente ma anche con amaro realismo, che in questa Giornata mondiale dell'Alzheimer del 21 settembre in Italia c'è poco da festeggiare. Anzi: le famiglie hanno un motivo in più di preoccupazione. Dovuto non alla malattia, ma alla politica.

Il futuro dei servizi di assistenza residenziale alle persone malate di demenza e Alzheimer è a rischio, se Governo, Parlamento e Regioni non intervengono prontamente. È necessario che approvino norme che stabiliscano in modo chiaro ed inequivocabile la competenza della retta per l'accoglienza in struttura residenziale di un anziano non autosufficiente malato di Alzheimer, o che si ammala di Alzheimer durante la degenza. Attualmente questa chiarezza nelle norme non c'è. Tanto è vero che la questione è spesso finita davanti ai giudici, che spesso hanno dato sentenze che ribaltano la lettura tradizionale. Se infatti in precedenza era a carico del Sistema sanitario nazionale (quindi della collettività) la quota sanitaria, e a carico del malato (tranne se indigente) la quota sociale, le sentenze recenti fanno propria un'interpretazione per cui l'intero costo del ricovero del malato di Alzheimer è a carico del Sistema sanitario nazionale.