Fa paura l’«Alzheimer», la forma di demenza più comune, che «ruba» il cervello e sconvolge la vita di chi ne soffre e dei suoi cari. Lo sa bene chi ha un genitore, un coniuge, una sorella o un fratello malato. Ma la vita non finisce, e i malati e i familiari che li assistono hanno diritto a vivere con dignità, come viene ribadito una volta di più in occasione della giornata mondiale dell’Alzheimer, il 21 settembre. Troppo spesso, però, i caregiver familiari sono lasciati soli, con conseguenze anche sulla propria salute psicofisica, sulla sfera lavorativa e sociale, sugli stessi bilanci familiari. Basti pensare che, secondo le stime dell’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno i costi per la gestione e il trattamento dei pazienti con demenza oltrepassano i 23 miliardi, di cui circa il 63% completamente a carico delle famiglie.
Alzheimer: diagnosi, prevenzione e sintomi. A chi chiedere aiuto se ho un familiare malato: la guida
Come riconoscere i primi segnali, a chi rivolgersi se si sospetta la malattia, dove trovare i servizi sanitari dedicati e come accedervi: la mappa online dell'Osservatorio demenze dell'Iss. 14 modi per ridurre il rischio di demenza. Nuovi farmaci in arrivo












