Attività fisica moderata, riposo adeguato, dieta e vaccinazioni: si basa su questi quattro fronti la strategia anti-Alzheimer che può prevenire fino al 40% dei casi di demenza.
Se ne è parlato al 26/mo Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Psicogeriatria (Aip) a Padova, che ha anche fatto il punto sulle nuove opportunità terapeutiche e la diagnostica.
La parole d'ordine emersa nel corso dei lavori è la prevenzione, al centro del progetto Preve.d.i. dell'Aip, a cominciare dal camminare regolarmente, intorno ai 7.000 passi al giorno:. Questo, è stato sottolineato nel corso del congresso, può ridurre il carico di beta-amiloide e ritardare la comparsa dei sintomi cognitivi anche di diversi anni. Anche il sonno è determinante: durante la notte, il cervello attiva un sistema di "pulizia" che elimina le proteine tossiche.
Dormire meno di 6-7 ore o più di 8-9 ore è associato a un aumento del rischio di Alzheimer, mentre la durata ottimale è compresa tra le 7 e le 8 ore. Sul fronte alimentare, è stato ricordato, la dieta mediterranea si conferma un fattore protettivo, associato a una riduzione del rischio di declino cognitivo compresa tra l'11% e il 30%. Infine, anche alcune vaccinazioni routinarie - come quelle contro herpes zoster, influenza e pneumococco - sono state associate a una riduzione del rischio di demenza fino al 40%.






