Due format di convivialità apparentemente contrapposte, ma oggi sempre più complementari, che consentono al tempo stesso di spiare «dietro le quinte» dei ristoranti, scoprire i segreti degli chef e cenare in compagnia, spesso con degli sconosciuti, assicurando esperienze uniche, in cui si abbattono le barriere tra sala e cucina e il concetto di fine dining si esprime in modo più rilassato, colloquiale e familiare.
Daniel Canzian, Milano
Via Castelfidardo angolo via San Marco
È il ristorante milanese nel quartiere di Brera che porta il nome dello chef che lo ha aperto nel 2013: Daniel Canzian. Di origini venete, erede di una famiglia di osti di Conegliano, nonché allievo di Gualtiero Marchesi e Michel Troisgros, è stato tra i primi a pensare di destinare la struttura divisoria tra sala e cucina ad alcuni coperti, trasformandola in un lungo bancone a semicerchio, da cui i commensali possono godere “in prima fila” dello spettacolo della brigata al lavoro e dell’intrattenimento dello chef che ama dividersi tra i fornelli e i suoi ospiti, accompagnandoli attraverso un viaggio alla scoperta della tradizione gastronomica veneta, rivisitata (e alleggerita) con un tocco contemporaneo, attraverso menù basati su semplicità, rispetto della tradizione, della stagionalità e soprattutto della territorialità, grazie alla relazione diretta con piccoli produttori locali del mercato di San Marco.








