Un team di medici e scienziati statunitensi ha riscritto la storia della medicina: per la prima volta, un neonato affetto da una malattia genetica rara e letale ha ricevuto una terapia genica Crispr personalizzata direttamente nel suo corpo. Il piccolo KJ, nato con una forma grave di deficit di carbamil-fosfato sintetasi 1 (Cps1), ha ricevuto una terapia di editing genetico su misura che ha corretto la mutazione specifica alla base della sua malattia.
La Cps1 è una rara patologia metabolica (1 caso ogni 1,3 milioni di nascite) che impedisce al fegato di convertire l’ammoniaca, un sottoprodotto della digestione delle proteine, in urea. Questo porta a un pericoloso accumulo di ammoniaca nel sangue, che può causare danni cerebrali permanenti o la morte entro pochi giorni dalla nascita. I sintomi comprendono vomito, letargia e coma. Fino ad oggi, l’unica opzione terapeutica a lungo termine era un trapianto di fegato, spesso impossibile nei primi mesi di vita.
Un’impresa scientifica e clinica senza precedenti
Alla nascita, le condizioni di KJ erano critiche. I suoi genitori hanno raccontato che senza un intervento tempestivo, probabilmente non avrebbe superato il quinto giorno di vita. Un’équipe multidisciplinare del Children’s Hospital di Philadelphia (Chop) e dell’Università della Pennsylvania, guidata dalla pediatra e genetista metabolica Rebecca Ahrens-Nicklas e dal cardiologo genetista Kiran Musunuru, ha deciso di tentare l’impossibile: progettare una terapia genica Crispr su misura per correggere una specifica mutazione genetica (Q335X) che impediva al suo organismo di produrre l’enzima Cps1.










