«Non ci lasceremo intimidire dal tentativo del primo ministro di mettere a tacere le critiche giornalistiche, né esiteremo a esporre la verità in tribunale». È la risposta di Haaretz alla diffida inviata da Benjamin Netanyahu dopo la pubblicazione di un'inchiesta del quotidiano israeliano.Le accuse di Haaretz contro NetanyahuSecondo quanto riportato dal giornale, alla fine di settembre 2023 il premier israeliano sarebbe stato informato personalmente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, dell'esistenza di piani di Hamas per un attacco imminente. Netanyahu, sempre secondo la ricostruzione di Haaretz, non avrebbe successivamente trasmesso l'informazione ai vertici della sicurezza né adottato misure per fronteggiare il rischio in un breve lasso di tempo.La controreplica del Premier israelianoIl primo ministro ha respinto categoricamente l'accusa, definendola una «menzogna», e ha minacciato di ricorrere alle vie legali contro il quotidiano e gli autori dell'articolo.Il primo ministro ha annunciato l'intenzione di querelare Haaretz e Shlomi Eldar, autore del libro dal quale è tratto l'articolo. L'ipotesi che Netanyahu fosse stato messo al corrente del pericolo e non avesse agito per impedirlo si aggiunge alle contestazioni, già emerse negli ultimi anni, sulle responsabilità politiche e istituzionali nella mancata prevenzione dell'attacco di Hamas, costato la vita a centinaia di israeliani e sfociato nella presa degli ostaggi.La polemica arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per il governo israeliano, alle prese con un crescente isolamento internazionale. A renderlo evidente è anche la decisione del Regno Unito e di altri undici Paesi di sanzionare il commercio con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Una scelta sostenuta da otto Paesi arabi e musulmani, tra cui la Turchia, da tempo in aperto contrasto con Israele, e che non sarebbe stata contrastata dagli Stati Uniti di Donald Trump.Netanyahu: «Nessuna traccia della telefonata»In un post pubblicato su X, Netanyahu ha sostenuto che un'eventuale conversazione telefonica con il presidente degli Emirati Mohammed bin Zayed, avvenuta tra settembre 2023 e il 7 ottobre, avrebbe prodotto una documentazione inequivocabile. Il suo ufficio, ha precisato il premier, non avrebbe però trovato alcuna traccia di una simile comunicazione.Netanyahu ha inoltre accusato Eldar di aver fornito una ricostruzione falsa anche riguardo ai presunti avvertimenti arrivati dall'Egitto prima dell'attacco. Secondo il premier, l'affermazione sarebbe stata già smentita nelle prime fasi della guerra.Da qui l'accusa di una manovra con finalità politiche: «Si tratta di una perfida macchinazione con evidente tempismo politico, come parte della campagna elettorale della sinistra», ha affermato Netanyahu, prevedendo che prima del voto del 27 ottobre «ci saranno altre false accuse come questa».Ayalon: «È plausibile che Netanyahu fosse stato avvertito»Nelle stesse ore sul caso è intervenuto anche Ami Ayalon, già comandante della Marina israeliana e capo dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno, dal 1996 al 2000. In un'intervista a la Repubblica, Ayalon considera «senza dubbio» possibile che Netanyahu fosse stato informato prima del 7 ottobre di un rischio legato a Hamas.«Israele oggi non è una democrazia liberale perfetta. Da dieci o quindici anni il primo ministro decide da solo, perché è convinto di essere lui lo Stato, come Luigi XIV», afferma Ayalon. E aggiunge: «Se mi chiede se sia possibile che fosse stato avvisato in anticipo di un rischio prima del 7 ottobre, le dico senza dubbio di sì. Se mi chiede se penso che sia vero, le rispondo che è molto plausibile».L'ex capo dello Shin Bet precisa di non disporre di informazioni riservate, ma sostiene di aver tratto le proprie conclusioni osservando la reazione dell'ufficio del premier. «Ieri l'ufficio di Netanyahu ha chiesto agli Emirati di smentire ciò che diceva Haaretz. Quando ho letto le parole arrivate da Dubai, ho capito che era andata esattamente come scritto nell'articolo».

La rivelazione, in un libro inchiesta, irrompe nella campagna elettorale. «Una telefonata di 45 minuti da Abu Dhabi»

Secondo un’inchiesta di Haaretz, il 23 settembre 2023 il presidente bin Zayed avrebbe chiamato il primo ministro israeliano per avvisarlo del rischio di un att…