“Un terremoto contro Israele”. È la fine di settembre del 2023 e l’emiro di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed, sente al telefono il premier Benjamin Netanyahu, e in 45 minuti di chiamata lo avverte che il leader di Hamas Yahya Sinwar sta pianificando un attacco contro Israele, un “terremoto”, per far fallire gli Accordi di Abramo. Lo racconta in un lungo e dettagliato pezzo il giornale israeliano Haaretz, che a un mese dal terzo anniversario della strage perpetrata dal movimento islamista anticipa alcuni estratti di un nuovo libro dei giornalisti Ruth Yuval e Shlomi Eldar sui retroscena delle trattative per la liberazione dei 251 ostaggi israeliani. Secondo la ricostruzione, basata su fonti anonime straniere e israeliane, dopo quella conversazione con l’emiro il primo ministro israeliano non avvertì del possibile e imminente pericolo l’intelligence e nemmeno i vertici militari.
L’avvertimento di bin Zayed partì dalle conversazioni tenute a settembre 2023 con Sinwar da parte di un intermediario palestinese noto con il soprannome “Occhi neri”, un dirigente di Fatah con fluente conoscenza dell’ebraico e rapporti sia con Hamas sia con lo Shin Bet, i servizi di intelligence interna israeliani. In quel periodo, il governo israeliano, che si era insediato a fine 2022, stava trattando segretamente attraverso questa intermediazione per raggiungere una hudna, una tregua in arabo, con Hamas, un accordo a lungo termine che includeva la graduale rimozione del blocco su Gaza, la creazione di una zona industriale nel nord della Striscia, l’aumento dei permessi di lavoro ai palestinesi, la fornitura di gas naturale alla Striscia. La trattativa ambiva a essere ultimata con il rilascio di due civili israeliani vivi e dei corpi di due soldati uccisi, in cattività a Gaza da anni, in cambio del rilascio di 30 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, tra cui 20 ergastolani. I negoziati si erano arenati ad agosto 2023, in quanto Netanyahu rimandava la convocazione della commissione ministeriale necessaria per approvare il rilascio. A inizi settembre, riporta Haaretz citando una fonte dello Shin Bet, Sinwar scomparve e smise di trattare con gli israeliani. In seguito, avrebbe chiesto all’intermediario di trasmettere il messaggio agli israeliani che se non si andava avanti, avrebbe scatenato un “terremoto” (zilzal in arabo).










