Nel documentario su Elon Musk presentato ieri a Venezia nella versione di quasi quattro ore, con un intervallo di dieci minuti, la sovrapposizione tra finzione e realtà diventa il cuore del discorso. Il film mette in scena la dimensione della tecnocrazia: un potere che non passa più per le urne ma per il controllo di dati, satelliti, piattaforme