Fino alla fine. Il motto diventa appiglio. Speranza, in pieno naufragio, di aggrapparsi ancora a qualcosa. Agli errori altrui, in realtà, ché Roma e Milan a +2 sono attesi da impegni morbidi e pure il Como è avanti negli scontri diretti, sempre che la recente abulia non si perpetui contro un Toro ben felice, dal suo lato, di certificare il fallimento. Tale sarebbe infatti l’Europa League per la Juve, considerati investimenti, cambio tecnico, tradizioni e ambizioni. Imperdonabile in assoluto e figurarsi riflettendo sul misero punticino conquistato negli ultimi due match casalinghi, contro il Verona già retrocesso e la Fiorentina che a nulla più aspirava. Da Luciano Spalletti ci saremmo aspettati pubbliche scuse. Ci tocca invece, pur tra vaghi mea culpa, sentir parlare di «grande stagione», di «costruzione», di indiscrezioni di mercato diventate azioni di disturbo.

I bianconeri crollano sotto i gol di Ndour e Mandragora, alla Juve annullate le reti di McKennie e Vlahovic. Ma da salvare c’è poco. Roma, Milan e Como sorpass…

Da Elkann a Comolli e Tudor, la lunga catena degli errori bianconeri. E il Napoli che deve fare i conti con Conte e col portafoglio