Radev era il favorito anche dai sondaggi precedenti al voto. Era stato presidente della Repubblica dal 2017 fino a metà gennaio, quando si è dimesso poco prima della fine del suo secondo mandato al preciso scopo di partecipare alle elezioni. In passato Radev era stato sostenuto dal Partito socialista bulgaro, di orientamento filorusso, ma in campagna elettorale non ha parlato quasi mai della guerra in Ucraina e in generale è stato piuttosto vago sul programma che intende portare avanti, presentandosi soprattutto come un politico in lotta contro la corruzione e lo scarso ricambio della classe politica bulgara.

Preoccupazione per apertura al dialogo di Radev alla Russia

Una Bulgaria sull'orlo della disperazione, schiacciata fra l'inflazione e una corruzione pervasiva e dilagante, vota domenica per l'ottava volta in cinque anni, con un'elemento…