Roma, 17 apr. (askanews) – Una settimana dopo la sconfitta elettorale del primo ministro ungherese Viktor Orban, le cancellerie europee tornano a guardare con attenzione all’est Europa per le nuove elezioni in Bulgaria, temendo una nuova sponda per Mosca all’interno dello scacchiere europeo.
Le elezioni di domenica saranno, per la Bulgaria, l’ottava tornata elettorale nel giro di meno di cinque anni, confermando Sofia una delle realtà politiche più instabili d’Europa, condizionata da un sistema partitico altamente frammentato che produce coalizioni spesso fragili e litigiose e governi dalla vita molto breve.
La lotta alla corruzione è uno degli assi centrali della campagna elettorale in Bulgaria, con l’ex presidente e pronosticato vincitore, Rumen Radev, che ne ha fatto uno dei suoi principali cavalli di battaglia.
Generale dell’Aeronautica militare, ex presidente della Repubblica bulgara per due mandati consecutivi dal 2016, Radev, leader della coalizione Bulgaria Progressista, propone una linea politica che combina lotta senza quartiere alla corruzione, misure economiche volte a proteggere le fasce più deboli dall’inflazione e un approccio conservatore, poco euro-entusiasta, accompagnato da aperture verso una distensione con la Russia.










