Domenica prossima in Bulgaria si svolgeranno le elezioni parlamentari anticipate, le ottave negli ultimi cinque anni, alle quali alcuni in Europa guardano con un po' di preoccupazione.
Non solo nel Paese, ma potenzialmente anche in Europa.
Nella corsa elettorale da cui uscirà la 52ma legislatura competono ben 24 formazioni politiche (14 partiti e 10 coalizioni) per riempire i 240 seggi da cui è composto il Parlamento unicamerale bulgaro. Ma il favorito nei sondaggi è l'ex due volte presidente della Repubblica, Rumen Radev, ex top gun e comandante dell'aeronautica, non legato ai partiti che in gennaio ha rinunciato alla sua carica super partes per lanciarsi nell'agone più propriamente politico con la promessa di dare finalmente stabilità al Paese e di ripulirlo dalla pervasiva corruzione, che aveva provocato la caduta del governo lo scorso dicembre sull'onda delle oceaniche proteste di piazza. Si dichiara infatti pronto a "distruggere il modello oligarchico e combattere la mafia infiltratasi in tutti i livelli di governo del Paese". Ma se i suoi slogan programmatici sono ben chiari, non lo sono altrettanto né la sua fede europeista - era contrario all'entrata della Bulgaria nell'euro - né la posizione nei confronti della Russia, né dell'Ucraina. 'Bulgaria Progressista', la formazione politica dal lui creata dopo le dimissioni, raccoglierebbe il 27,7% dei voti. L'agenzia Gallup International Bolkan rileva che 5 formazioni politiche raccoglierebbero almeno il 4% dei voti, la soglia da superare per poter entrare nel parlamento. Dopo oltre un decennio di vittorie e di instabili governi, i conservatori del Gerb del molte volte premier Boyko Borisov, scenderebbero al secondo posto con il 22,8% delle preferenze. Sempre secondo Gallup International Bolkan seguirebbero i liberali del Pp ('Continuiamo il cambiamento') con il 10,6%. Al quarto posto si piazzerebbe 'Dps-Nuovo inizio', partito della minoranza turca raccogliendo il 10,4 dei voti. Entrerebbero nel parlamento anche i nazionalisti di 'Vazrazhdane' (6,3%). Altra grande novità è che per la prima volta il Partito socialista rischia rimanere fuori dal parlamento anche se altre agenzie demoscopiche indicano che supererebbero a malapena la soglia del 4%. I sondaggi prevedono un'affluenza di oltre il 55%, una sostanziale crescita rispetto al circa 40% nelle elezioni precedenti.













