(di Atanas Tsenov) Una Bulgaria sull'orlo della disperazione, schiacciata fra l'inflazione e una corruzione pervasiva e dilagante, vota domenica per l'ottava volta in cinque anni, con un'elemento nuovo, che suscita speranza e timori: la nuova formazione con cui l'ex presidente della Repubblica Rumen Radev, ex top gun non affiliato ad alcun partito e dimessosi clamorosamente lo scorso gennaio, si presenta alle urne in pole position, promettendo lotta alla corruzione, alla mafia e all'instabilità.

La società bulgara è in preda a un'estrema ansia: i dati raccolti dell'agenzia demoscopica Sova Harris sono impietosi: ben il 69,8% dei cittadini adulti ammette di temere di non riuscire a soddisfare i propri bisogni primari, a causa soprattutto di un'inflazione galoppante.

Quando due terzi della popolazione si sentono 'sull'orlo del baratro', il processo elettorale cessa di essere una competizione di idee e diventa un istinto di sopravvivenza, osservano gli esperti.

Questa pressione sociale sarebbe il principale catalizzatore della prevista forte affluenza alle urne, che potrebbe portare oltre il 55% degli elettori a votare, rispetto al 45% nelle elezioni precedenti. La gente non voterà per i partiti ma contro la povertà, conclude Sova Harris.