Si vota in Bulgaria per l’ottava volta in cinque anni, e secondo i sondaggi la stanchezza dell’elettorato favorirebbe il boom di Bulgaria Progressista, alleanza di tre partiti che si presenta per la prima volta, e il cui leader è Rumen Radev: un ex generale dell’aeronautica che si è dimesso da presidente della repubblica a gennaio.
Lo ha fatto appunto per poter presentare questa alternativa, dopo le dimissioni a dicembre del governo di minoranza uscito dalle elezioni dell’ottobre 2024, e che con primo ministro Rosen Zhelyazkov era composto da quattro sigle: la coalizione tra i Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (Gerb) dello stesso Zhelyazkov, e l’Unione delle Forze Democratiche (Sds), membri del Ppe; il Partito Socialista Bulgaro – Sinistra Unita, ex-comunisti ora però con i socialisti europei; e “C’è un Popolo come Questo”, partito populista nel gruppo conservatore di Fratelli d’Italia, fondato dal cantante e conduttore televisivo Slavi Trifonov e con il nome che è il titolo di un suo album. In più, c’era l’appoggio dell’Alleanza per i Diritti e le Libertà, nato da una scissione del partito della minoranza turca, che al Parlamento Europeo sta con i liberali. Insomma, una incredibile ammucchiata, che infatti non ha retto, mentre il Paese era scosso da proteste contro la legge di bilancio e contro la corruzione. Il bello è che nonostante questo caos la Bulgaria è riuscita comunque a entrare nell’area Schengen e ad adottare l’euro.











