Entrambe le perizie sono state commissionate dai tribunale di Milano durante i processi di primo grado e di appello, su richiesta della difesa di Pifferi. I suoi avvocati sostengono che Pifferi abbia un ritardo cognitivo e che dovrebbe essere processata per abbandono di minore e non per omicidio volontario aggravato (il reato per cui è stata condannata). Per questo avevano fatto ricorso in appello.

Alessia Pifferi era pienamente capace di intendere e volere al momento dei fatti. (ANSA)

La donna era stata condannata all’ergastolo in primo grado: è in corso il processo d’appello