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La perizia, durata 6 mesi, giunge alle medesime conclusioni del processo di primo grado

Alessia Pifferi era completamente in grado di intendere e di volere nel momento in cui decise di lasciare da sola per una settimana la piccola Diana, poi morta di stenti nel luglio del 2022.

È questo in sostanza il risultato della perizia psichiatrica effettuata su disposizione della Corte d'assise d'appello di Milano nel processo di secondo grado per omicidio volontario aggravato a carico della donna e depositato nella giornata di ieri, lunedì 25 agosto. Un lavoro andato avanti per circa sei mesi, dal momento in cui, nello scorso mese di febbraio, i giudici popolari guidati dal presidente Ivana Caputo affidarono il delicato compito a un pool di esperti composto dallo psichiatra bresciano Giacomo Francesco Filippini, dalla docente di neuropsicologia e scienze cognitive presso l'Università Bicocca Nadia Bolognini e dallo specialista in neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza Stefano Benzoni.