Venezia, 12 settembre 2026 – Vince il Leone d’oro l’unica donna in concorso su 21 film in gara. È May el-Toukhy, la regista danese di Woman Unknown, su una vicenda che vede protagonista una donna all’indomani della fine della seconda guerra mondiale in Danimarca. È anche uno dei rari casi, in tutta la storia della Mostra del Cinema, in cui un film vince sia il premio principale sia un altro premio importante: la coppa Volpi per la migliore attrice, andato a Mathilde Arcel.
Sul palco della premiazione – ieri sera – la regista danese di origini egiziane dice: “Per me, questo film parla del corpo delle donne come di un campo di battaglia. Allo stesso tempo, racconta la storie di donne invisibili che non hanno una voce. Grazie alla giuria e grazie specialmente a te, Maggie Gyllenhall (la presidentessa, ndr), perché hai usato la sua voce per parlare della mancanza di uguali opportunità per i registi nel concorso”. Prima dell’inizio della Mostra Gyllenhaal si era espressa sulla quasi assenza di donne in concorso: “C’è un problema sistemico. È molto più difficile per le donne vedere finanziati i loro film”. La vincitrice del Leone d’oro prosegue: “Dedico questo premio a mia figlia adolescente. Coraggio, cara, non stare sempre al telefono. Cerca con i tuoi coetanei di completare quello che la mia generazione ha iniziato. Usate la vostra voce contro la deumanizzazione, l’abbandono e il silenzio”.










