Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia Caliendo-Mercolino, sottolinea una circostanza contenuta nella perizia sula morte del bimbo: non risultano effettuati gli esami per stabilire che, a dicembre, a Domenico non potesse essere applicato il Berlin Heart.
Il chirurgo Guido Oppido, nel corso della riunione dell'Heart Team del 13 febbraio, aveva detto di avere valutato il cuore artificiale per il piccolo Domenico Caliendo già a dicembre, e di avere scartato quella possibilità perché ritenuta non applicabile, ma non c'è traccia degli accertamenti che avrebbero dovuto precedere e giustificare quella decisione. La circostanza emerge dalla super perizia disposta dagli inquirenti nell'ambito dell'inchiesta sulla morte del bimbo di due anni e mezzo, deceduto nel febbraio 2026 nell'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito.
L'assenza degli esami è uno degli aspetti sottolineati dal legale della famiglia Caliendo-Mercolino, l'avvocato Francesco Petruzzi: "La Procura contesti il falso a Oppido, perché la perizia stabilisce che, contrariamente a quanto da lui dichiarato nella seduta dell'Heart Team del 13 febbraio, il chirurgo non ha mai valutato la possibilità di utilizzare il Berlin Heart per il piccolo Domenico". La questione, nella vicenda, è di fondamentale importanza: secondo i periti, infatti, se fosse stato utilizzato il cuore artificiale, il piccolo sarebbe stato ritrapiantabile e avrebbe avuto possibilità di sopravvivenza superiori al 70%. "Secondo noi – prosegue Petruzzi – questo configura un omicidio volontario, con dolo eventuale".











