HomePratoCronacaLotta ai femminicidi. Ranaldi: "Non abituarsi alla violenza: raccontate. È questa la prima cura"Ieri il dibattito "Io sono Elisa", nel nome della ragazza uccisa dall’ex nel 2018. La sorella Elena: "Rivivo quel dolore ogni volta che una donna è ammazzata". Il centro antiviolenza La Nara: l’importanza di cogliere i segnali.Ieri il dibattito "Io sono Elisa", nel nome della ragazza uccisa dall’ex nel 2018. La sorella Elena: "Rivivo quel dolore ogni volta che una donna è ammazzata". Il centro antiviolenza La Nara: l’importanza di cogliere i segnali.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Sono stata soffocata nel mio letto...". "In quante dovremo ancora morire perché la smettiate di ammazzarci?". "E’ un pazzo? No, è soltanto un uomo qualunque...". I nomi delle vittime di femminicidio scorrono nel video che dà voce a chi ora non ne ha più. Voci spezzate, zittite, frantumate, voci alle quali Anna Bardazzi (scrittrice e autrice del podcast ‘Ricorda il mio nome’) ha ridato vita nel video "Vorrei che mi vedeste". E poi i disegni di Giulia, la Giulia che ormai è figlia e sorelle di tutte e tutti, Giulia Cecchettin: disegni magicamente animati, nella clip di animazione realizzata dall’illustratrice Maria Regina Basco. Delicata, e potentissima. Si è aperta così, nel segno della violenza di genere e dei femminicidi la prima edizione del Prato Crime festival. Il dibattito che si è tenuto ieri pomeriggio nella cornice di Balli Il Lanificio, porta il nome di una figlia di Prato, Elisa Amato, assassinata otto anni fa dall’ex compagno che la aspettava sotto casa. Assieme ad Elena Amato, sorella di Elisa e attivista nella lotta contro i femminicidi, sono intervenute Anna Bardazzi e Francesca Ranaldi, del Centro Antiviolenza La Nara (ha moderato Alessio Poggioni, giornalista di Toscana Tv).
Lotta ai femminicidi. Ranaldi: "Non abituarsi alla violenza: raccontate. È questa la prima cura"
Ieri il dibattito "Io sono Elisa", nel nome della ragazza uccisa dall’ex nel 2018. La sorella Elena: "Rivivo quel dolore ogni volta che una donna è ammazzata". Il centro antiviolenza La Nara: l’importanza di cogliere i segnali.









