Export, è Pesaro assieme ad Ancona l’unica provincia con il segno positivo. Le esportazioni marchigiane chiudono il primo semestre 2026 a 7.644,0 milioni di euro, con una crescita del +9,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo attestano i dati rilasciati ieri dall’Istat. Nel dettaglio, il risultato regionale evidenzia un quadro territoriale molto differenziato, con la provincia di Ancona a 3.178,0 milioni di euro (+27,3%), Pesaro e Urbino a 1.780,5 milioni di euro (+6,4%), Ascoli Piceno a 1.231,6 milioni di euro (-4,1%), Macerata a 955,0 milioni di euro (-5,8%) e Fermo a 516,9 milioni di euro (-5,8%).
"I dati del primo semestre – dichiara il presidente Gino Sabatini – confermano la dinamicità del sistema produttivo marchigiano, che cresce a un ritmo doppio rispetto alla media nazionale e si colloca al quinto posto tra tutte le regioni italiane per crescita dell’export, davanti a territori manifatturieri storicamente più forti come Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. In particolare, il balzo della cantieristica e della meccanica dimostra la capacità delle nostre imprese di intercettare la domanda internazionale ad alto valore aggiunto, mentre il boom del mercato statunitense (in larga parte legato alla nautica) conferma quanto sia importante continuare a diversificare gli sbocchi commerciali. Restano tuttavia aperte le criticità che interessano da tempo alcuni comparti tradizionali: il calzaturiero, il tessile-abbigliamento e il settore mobile arredo. Tutto ciò ci ricorda che la ripresa non è uniforme e che come sistema camerale dobbiamo continuare a sostenere con decisione i settori manifatturieri più legati al made in Marche e i territori più esposti alla competizione internazionale".







