In attesa dell’effetto dazi, già arretra l’export in Piemonte nei primi sei mesi dell’anno. Il valore complessivo delle merci vendute oltreconfine è di 30,5 miliardi di euro, dato in calo del 2,5% rispetto all’analogo periodo del 2024. Il risultato è stato il frutto di una contrazione del 3,5% segnata già nel primo trimestre, seguita da una diminuzione un po’ meno intensa nel periodo tra aprile e giugno (-1,4%). Un dato ancor più rilevante se accostato alla crescita registrata a livello nazionale (+2,1%) trainata dal Centro (+10,7%) e in misura più contenuta dal Nord-Ovest (+1,5%), mentre si rilevano una lieve riduzione per il Nord-est (-0,5%) e più ampie flessioni per il Sud (-6,6%) e le Isole (-13,3%). In questo contesto, Lazio, Toscana e Lombardia forniscono gli impulsi positivi maggiori alla crescita; all’opposto, Campania, Piemonte, Sicilia e Sardegna forniscono i contributi negativi più ampi. Si conferma, così, una gerarchia consolidata, con la Lombardia in testa (26,2% del totale nazionale), seguita da Emilia-Romagna (13,1%), Veneto (12,4%), Toscana (10,8%), ormai stabilmente in quarta posizione ai danni proprio del Piemonte (9,5%).
«Il calo è causato in particolare dalla frenata di settori chiave come i mezzi di trasporto e la meccanica. Questo risultato, unito alle incertezze geopolitiche, dimostra quanto sia cruciale sostenere le nostre imprese in questa fase complessa» commenta Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte. Va tuttavia precisato come la contrazione piemontese non abbia interessato però tutti i comparti produttivi e le realtà territoriali.










