Più forte dei dazi e della crisi dell’automotive. Dopo un 2024 in ripiegamento, l’export piemontese torna a dare segnali di vita con una crescita del 2,7% nel 2025 nonostante un contesto tutt’altro che favorevole tra tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati e arretramento di settori strategici. In termini assoluti il valore delle vendite all’estero, lo scorso anno, ha raggiunto i 61,8 miliardi di euro. La crescita è inferiore alla media nazionale (+3,3%), ma costituisce comunque un segnale di solidità.

I mezzi di trasporto restano il pilastro

Il risultato piemontese evidenzia un sistema in trasformazione. Alcuni comparti storici, come l’automotive e parte della meccanica, stanno attraversando una fase di riassestamento legata ai cambiamenti delle catene globali del valore, mentre altri settori guadagnano spazio e peso. I mezzi di trasporto restano il pilastro dell’export piemontese coprendo il 20,4% delle vendite all’estero, nonostante una flessione del 2,6%. All’interno del comparto pesa il calo di autoveicoli, scesi dell’11,2%, mentre la componentistica automotive mostra una dinamica opposta con una crescita del 4,9%, segno della capacità della filiera di adattarsi e diversificare i propri sbocchi, in cerca di mercati più ricettivi. Subito dopo si colloca la meccanica, che nel 2025 registra una contrazione del 4,2% rispetto all’anno precedente.