Il Piemonte accelera sui mercati internazionali e chiude il primo semestre del 2026 con un export da 32,8 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un risultato superiore alla media italiana, che si ferma al +4,5%, e che consente alla regione di conquistare il secondo miglior tasso di crescita tra i grandi territori esportatori del Paese, alle spalle soltanto della Toscana, protagonista di un balzo del 23,8%. La corsa piemontese ha preso velocità nel corso dell’anno: dopo il +2,8% del primo trimestre, le vendite oltreconfine hanno accelerato tra aprile e giugno, segnando un +8,6%. Una performance particolarmente significativa in un quadro internazionale ancora caratterizzato da incertezza geopolitica e da un rallentamento della domanda in alcuni mercati strategici. Anche l’import è cresciuto, raggiungendo quota 25 miliardi di euro, il 4,6% in più rispetto al primo semestre 2025. Il risultato è un saldo commerciale positivo di 7,9 miliardi, in netto aumento rispetto ai 6,7 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il Piemonte si conferma così uno dei motori dell’export italiano. I suoi 32,8 miliardi rappresentano il 9,7% delle esportazioni nazionali. La crescita regionale supera quella di Lombardia (+3,5%), Veneto (+4,1%) ed Emilia-Romagna (+3%), tra le principali regioni esportatrici d’Italia. Il presidente di Unioncamere Piemonte Gian Paolo Coscia parla di «risultato straordinario che va ben oltre i numeri». «Presidiare i contesti internazionali – prosegue Coscia – non è un’opzione, ma la chiave di volta per garantire competitività, occupazione e sviluppo al nostro territorio». A trainare l’export è soprattutto il manifatturiero. I mezzi di trasporto restano il primo comparto, con una quota del 21% e una crescita del 6%. All’interno della filiera spicca il recupero degli autoveicoli, che segnano +18,4%, mentre parti e accessori avanzano del 4,3%. In forte controtendenza l’aerospazio, che perde il 32,2%. La meccanica, secondo settore per peso con il 16,2%, registra invece una lieve flessione (-0,9%). A sostenere la crescita sono soprattutto l’alimentare, salito al terzo posto con il 15,4% dell’export e una crescita del 12,7%, e il tessile, abbigliamento e accessori, in aumento del 9,1%. Bene anche metalli e prodotti in metallo (+9,9%), chimica (+4%) e gomma-plastica (+2,9%). Sul fronte geografico, l’Unione europea resta il principale mercato di riferimento: verso i 27 Paesi membri, che assorbono il 61,4% dell’export piemontese, le vendite crescono del 7,2%. Francia e Germania si confermano le destinazioni più importanti, rispettivamente con il 15,5% e il 13,2% del totale. La prima cresce del 9,1%, la seconda del 3,2%. Molto positivo anche il dato della Spagna (+10,2%), mentre arretra la Polonia (-2,6%). Particolarmente brillanti Austria (+25,8%) e Irlanda (+28,7%). Fuori dall’Ue, gli Stati Uniti rimangono il principale sbocco, con il 7,1% dell’export regionale, ma registrano una flessione del 2,1%. Crescono invece Svizzera (+17,5%), Regno Unito (+6,3%) e Cina (+7,3%). In calo Brasile (-10,7%), Messico (-2,7%) e Canada (-5,9%). La crescita coinvolge infine gran parte del territorio piemontese. Torino, che da sola rappresenta il 44,3% dell’export regionale, avanza dell’8,1%. Ancora più marcato il risultato di Alessandria (+16,3%) e del Verbano-Cusio-Ossola (+10,4%). Positivi anche Biella (+6,2%) e Novara (+4%). Fanno invece segnare una contrazione Vercelli (-2,6%) e Asti (-2,9%), mentre Cuneo resta sostanzialmente stabile (-0,1%).
Export, il Piemonte accelera: nei primi sei mesi del 2026 vendite all’estero a 32,8 miliardi (+6%)
Tornano a crescere le vendite dei mezzi di trasporto. Recupera l’auto. Francia e Germania si confermano i principali partner della regione. Il balzo di Alessan…









