Dalle iniziative radicali sull’aborto ai diritti umani, dalle guerre nei Balcani all’Europa, mezzo secolo tra disobbedienza civile e impegno internazionale. La storica leader radicale aveva 78 anni. La camera ardente domenica e lunedì in Campidoglio.
Emma Bonino ha fatto della politica una lunga battaglia per allargare lo spazio della libertà, prima nelle strade e nelle campagne del Partito radicale, poi nelle istituzioni italiane, europee e internazionali. Dalla disobbedienza civile sull'aborto alla lotta contro la fame, dalle guerre nei Balcani alla difesa dei diritti delle donne, dalla costruzione della giustizia penale internazionale all'impegno per l'Europa, il suo percorso attraversa alcune delle principali trasformazioni della società italiana e della politica internazionale degli ultimi cinquant'anni.
Per la storica leader radicale, morta ieri venerdì 11 settembre, le esequie di Stato saranno in forma laica, con commemorazione ufficiale, e si terranno martedì 15 settembre alle 12:30 nella Protomoteca del Campidoglio. La camera ardente sarà allestita nella Protomoteca del Campidoglio, a Roma, domenica 13 settembre dalle 12 alle 19 e lunedì 14 settembre dalle 10 alle 19.
Parlamentare, commissaria europea, ministra, vicepresidente del Senato, candidata al Quirinale e infine una delle figure più riconoscibili del fronte europeista. Sempre con lo stesso metodo: scegliere una battaglia, portarla fuori dai confini della politica tradizionale e cercare di trasformarla in una questione pubblica. Una storia nella quale il rapporto con lo storico leader radicale Marco Pannella occupa un posto centrale, fino alla dolorosa rottura degli ultimi anni, ma che nel tempo si è estesa molto oltre il radicalismo italiano, fino a diventare una vicenda politica internazionale.











