La richiesta che arriva dal territorio è unanime e, in questa fase, riesce a mettere insieme tutte le forze politiche: la macchina del risanamento non può fermarsi. L’allarme lanciato dal sindaco, Federico Basile, ha riacceso il dibattito sul futuro di una delle più importanti trasformazioni urbanistiche della città.

Messina attende un segnale dalla Regione, chiamata a fare la propria parte sulla proroga dei poteri speciali e, soprattutto, sul reperimento delle risorse necessarie a completare il piano per l’eliminazione delle baraccopoli. Ma l’Amministrazione guarda oltre l’emergenza e intende avere un ruolo da protagonista nella gestione del risanamento. La sfida è decidere come utilizzare spazi liberati dalle baracche. Nasce con questo obiettivo “Messina rigenera”, il percorso avviato da Palazzo Zanca attraverso un atto di indirizzo rivolto ad Arisme. Il provvedimento approvato dalla Giunta non individua ancora le opere da realizzare, ma definisce il metodo attraverso il quale dovranno maturare le future scelte urbanistiche.

Il Comune manterrà il compito di definire la visione complessiva e raccordare la programmazione, mentre l’Agenzia per il risanamento avrà un ruolo centrale nel coordinamento operativo, mettendo a sistema dati, conoscenza delle aree, bisogni dei territori e attività dei diversi dipartimenti.