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La proroga dei poteri straordinari per il Risanamento, valida fino al 31 dicembre 2028, era stata concessa alla fine dello scorso anno. La misura, infatti, era stata inserita nella bozza del decreto “Milleproroghe”, per consentire la prosecuzione delle attività di demolizione, ricostruzione e rigenerazione urbana nelle aree baraccate. Altri tre anni in più, dei quali uno in gran parte trascorso, sicuramente preziosi per il percorso avviato dall’Ufficio commissariale che, all’inizio, è stato guidato dalla prefetta Cosima Di Stani e che, poi, è passato tra le competenze del presidente della Regione siciliana, nominato commissario straordinario governativo. Ma i poteri speciali non sono la bacchetta magica e senza risorse finanziarie si rischia, se non la paralisi, certamente il rallentamento di tutti i programmi volti a eliminare il numero più alto possibile di baracche in riva allo Stretto. Nelle casse della Struttura commissariale sono rimasti circa 5 milioni di euro, dei 100 che erano stati stanziati con la legge speciale che porta il nome dell’ex ministra per il Sud, Mara Carfagna. Una legge che aveva rappresentato il coronamento di una strenua battaglia politico-istituzionale condotta da diversi “attori” messinesi (non tutti, in verità: c’è chi, in quegli anni, mise i bastoni tra le ruote), tra i quali in prima fila la deputata di Forza Italia, oggi sottosegretaria, Matilde Siracusano, l’allora sindaco Cateno De Luca e l’allora presidente di Arisme Marcello Scurria.