Parigi - “Arte in movimento”. Alla Mazda certo non peccano di modestia e forse esagerano anche un po’ nel definire così la nuova CX-6e. Quella che in pratica è la variante a ruote alte, in chiave ammiraglia, della loro berlina a batterie è però, va detto, indubbiamente un’auto fuori dagli schemi. La vedi e subito sa di diverso rispetto alle numerose vetture simili che oggi affollano la categoria. Una differenza che comincia dalla linea: non la solita crossover tutta angoli e spigoli. E neppure la consueta sport utility a zero emissioni liscia e sinuosa che marca la propria identità con una firma luminosa a base di elementi a Led. La CX-6e ha tanta personalità nel design. Comincia con un frontale pulito e deciso, dominato dalla caratteristica ala Mazda illuminata, attraversato da prese d’aria che guidano i flussi sul cofano aumentandone l’efficienza. Prosegue con delle fiancate scolpite, segnate nella silhouette dai passaruota marcati e dal tetto nero che alleggerisce visivamente i suoi 4,85 metri di lunghezza, e finisce con una coda rastremata dove i sottili gruppi ottici e le appendici nei montanti posteriori le regalano quel tocco di ricercatezza senza appesantirne l’aspetto.
Anche dentro la new entry di Hiroshima mostra un’identità ben definita. L’abitacolo, ampio e luminoso, è arredato con materiali piacevoli al tatto e ispirato al concetto giapponese di “ma” che valorizza lo spazio vuoto. Il grande tetto panoramico da 1,05 m2 di serie fa scena e davanti agli occupanti si sviluppa un display da 26 pollici, affiancato dall’head-up display, dal quale si comandano praticamente tutte le funzioni di bordo insieme ai tasti sul volante. Una soluzione, quest’ultima, che, se da una parte contribuisce a regalare agli interni un aspetto essenziale, dall’altra, eliminando quasi tutti i comandi fisici, richiede comunque un minimo di pratica per non impazzire anche solo quando si deve alzare il volume della radio.










