OBERURSEL - Mazda allarga la sua famiglia a elettroni. Dopo aver svelato la berlina 6e, esattamente a distanza di un anno, è la volta di togliere i veli dal Suv CX-6e. Così diverse all’apparenza ma con tanti punti in comune, le due vetture della Casa nipponica portano avanti il concetto stilistico del Kodo design e il rinnovamento tecnologico del marchio di Hiroshima. Sia la 6e che la CX-6e sono realizzate grazie alla joint venture con Changan, azienda cinese leader per quanto concerne la progettazione e la realizzazione di auto alla spina, e avranno il compito di traghettare Mazda in vista dell’arrivo della sua piattaforma nativa elettrica, prevista dal 2028. Tornando al presente, il D-Suv giapponese cattura immediatamente l’attenzione grazie alle sue forme filanti e sinuose che ben dissimulano le sue reali dimensioni. Infatti la CX-6e presenta una lunghezza di 4,85 metri, una larghezza di 1,94 e un’altezza di 1,62. Il merito è senza dubbio nel saper plasmare al meglio le superfici seguendo i dettami del Kodo design senza, però, rinunciare all’efficienza aerodinamica.

Troviamo quindi il frontale dotato di una generosa calandra circondata da una fascia luminosa che si collega ai sottili fari Led a sviluppo orizzontale. Entrambi gli elementi presentano un’illuminazione dinamica che consente, tra le altre cose, di indicare lo stato di carica quando l’auto è collegata alla presa. Appena sopra c’è una canalizzazione che indirizza il flusso d’aria dal cofano verso il parabrezza. L’aspetto muscoloso è ben sottolineato dal paraurti e dalle fiancate che, tramite il gioco di superfici concave e convesse, le dona ulteriore dinamismo. La pulizia e la cura nel dettaglio la si può notare dalle maniglie delle portiere, dotate di meccanismo a scomparsa, oltre ai cerchi in lega, da 19” a 21”, realizzati con un design specifico per migliorare l’aerodinamica.