«Io mi sono sempre arrabbiato perché quando si parlava di città d’arte o altre città importanti, Torino non era mai nominata. Il problema è che dovrebbe essere più valorizzata». I lavori per la nuova via Roma sono finiti, a breve lo saranno quelli per la nuova Biblioteca Civica centrale a ToExpo. Lorenzo Valle – conosciuto sui social come il Sabaudo torinese, influencer da milioni di visualizzazioni – è nato proprio sotto la Mole nel 1949 e fin da ragazzo ha coltivato la passione per la storia della sua città. Dopo 37 anni alla Fiat Avio di corso Marche, dopo la pensione ha cominciato nel 2023 a raccontare Torino sui social network, dopo essere stato scovato dagli esperti di comunicazione Alberto Guidetti Serra e Federica Dentico per raccontare e promuovere sui social un ristorante del centro. Torino sta attraversando una stagione di grandi cambiamenti, come in via Roma: la convince questa pedonalizzazione? «La pedonalizzazione mi piace perché praticamente unisce piazza Castello con il salotto di piazza San Carlo. Ci fosse qualche pianta sarebbe un po’ più viva e meriterebbe di più, ecco. Il fatto che ci sia anche stato un restauro dei lampioni è positivo perché è importante cercare di avere più amore per questa città. Il problema è che dovrebbe essere più valorizzata». Ha toccato l’argomento del verde in via Roma. Secondo lei è più importante mantenere la tradizione o cambiare per portare delle migliorie?«È difficile. Si dovrebbe trovare un equilibrio tra il vecchio e il nuovo. Servono persone che sappiano mischiare l’antico, come piazza San Carlo dove si vede ancora il tocco della vecchia Torino, con il moderno». Per esigenze personali si è trasferito a Collegno, che ancora aspetta la fine della linea 1 della metro. Cosa pensa di questo collegamento incompleto? «Penso che quando via Roma è stata rifatta negli Anni 30, sottoterra era già stata progettata la metropolitana. Pensare che siamo ancora in questa situazione ci dimostra quanto i tempi sono stati eccessivamente lunghi. La città doveva cambiare molto prima». La linea 2 invece attraverserà Torino Nord. Come sono cambiati quei quartieri e che effetto potrebbe avere la nuova metro?«Quelle erano zone operaie dove si sentiva forte lo spirito della Torino industriale, che portava tante nuove idee. Ora sono stati lasciate un po’ andare. Se riescono a fare la linea 2 potrà effettivamente riavvicinarli al centro della città». Cosa ricorda di più della Torino di quando era ragazzo? Quali sono stati i momenti in cui le è piaciuta di più e di meno? «Ricordo il passeggiare alla sera anche fino a mezzanotte senza doverti guardare le spalle, mentre il momento in cui Torino mi è piaciuta di più è stata con la grande figura delle Olimpiadi, perché ha dimostrato di essere una città che sa fare. Il punto più basso invece è stato negli anni delle Brigate Rosse, quando dovevi vivere giorno per giorno sapendo che sul giornale avresti letto che avevano sparato a un ingegnere o a un dottore». Parliamo dei social media. Perché i suoi video attraggono così tanto? «Me lo sto domandando anch’io. A detta di molti è dato dal mio essere un po’ “ottocentesco”. Pensi che già in ufficio ero chiamato “mille lire” perché i colleghi dicevano che ricordavo Giuseppe Verdi. Riguardo al successo dei video, comunque, penso che gratta-gratta quella voglia di imparare cosa c’era a Torino viene fuori. E a me fa molto piacere. Il fatto che magari il turista mi fermi per strada e mi chieda se sono io quel signore dei social mi fa inorgoglire. Ma non per me, per la città».
Dalla Torino operaia alla nuova via Roma: la città vista dal “Sabaudo Torinese”
Lorenzo Valle, influencer da milioni di visualizzazioni, racconta la sua città dal 2023. «Non facciamo i timidi, amiamo la nostra storia e celebriamola come fa…






