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Serena Burioni

Tre progetti ridisegnano il capoluogo piemontese. Dal polo archivistico nell’ex Manifattura Tabacchi a un campus universitario, fino all’unione di più istituzioni nella Cavallerizza Reale. La città rinasce anche con gli eventi

Torino ridisegna i propri confini urbani. Ex stabilimenti industriali, strutture sanitarie dismesse e complessi storici tutelati dall’Unesco si apprestano a cambiare pelle per trasformarsi in hub multifunzionali, poli culturali di livello europeo e studentati all’avanguardia. Si tratta di una metamorfosi profonda che risponde alla precisa visione di una città sempre più legata alla conoscenza, all’accoglienza della numerosa popolazione studentesca e alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale e architettonico. Il primo grande cantiere di questa nuova stagione interessa l’area dell’ex Manifattura Tabacchi di corso Regio Parco 142. Grazie a un accordo strategico promosso e approvato dall’Agenzia del Demanio, insieme al Ministero della Cultura, al Comune di Torino, all’Università e al Politecnico, questo ampio quadrante di proprietà statale diventerà un polo archivistico e universitario di rilievo internazionale.

Le caratteristicheIl progetto complessivo, selezionato tramite un prestigioso concorso internazionale e aggiudicato a un raggruppamento temporaneo guidato da Eutropia Architettura, Pininfarina Architecture e Weber Architects, fonde la memoria storica del luogo con soluzioni architettoniche contemporanee. L’intervento prevede oltre quarantunomila metri quadrati di edifici rigenerati e circa ottanta chilometri di archivi destinati ai Ministeri della Cultura. È improntato su criteri di sostenibilità con 4,5 ettari di territorio restituiti alla città e 6.200 mq di superficie pubblica recuperata dopo le demolizioni e ricostruzioni. Inoltre il progetto prevede il 50 per cento in meno di consumo idrico indoor grazie al recupero delle acque piovane e il 90 per cento in meno di consumi energetici per gli edifici esistenti.