di
Paolo Cooccorese
Primo sì per il nuovo Piano regolatore. Abbandonato il modello delle Spine si punta sulle Figure di ricomposizione urbana. Ecco le possibile aree d'espansione
Abbandonato il modello delle «spine», le aree di sviluppo del vecchio Piano regolatore del 1995, la Torino del futuro prova a compiere un salto di scala concentrando lo sguardo su otto «ambiti strategici», nei quali si concentreranno la spinta progettuale e la visione del nuovo Prg, che ieri ha incassato il primo via libera dalla giunta comunale.
In netta discontinuità con la visione dell’amministrazione precedente, il sindaco Stefano Lo Russo ha affidato all’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni il compito di immaginare una Torino più grande. Altro che decrescita felice. A fronte di un lieve calo dei residenti (da 863.000 a 856.000 abitanti), aumenterà il numero dei nuclei familiari, a causa della riduzione della loro dimensione media. Da qui un nuovo fabbisogno abitativo. Grazie agli alloggi oggi inutilizzati e alla capacità insediativa del Piano, la città potrà arrivare ad accogliere fino a circa 1.050.000 abitanti teorici, senza nuovo consumo di suolo e garantendo gli stessi standard urbanistici.







