Una mappatura in 34 quartieri in ognuno dei quali viene definita una centralità su cui disegnare i servizi di prossimità, l'inserimento e l'integrazione, per la prima volta, del trasporto pubblico visto come elemento centrale di sviluppo urbano, l'identificazione di otto Fur, Figure di ricomposizione urbana, nuovi standard di sostenibilità e l'introduzione di un nuovo modello perequativo per distribuire equamente il potenziale edificatorio: sono alcuni dei punti chiave del nuovo Piano regolatore generale di Torino, approvato oggi dalla Giunta comunale in prima lettura e che dovrà poi passare al vaglio del Consiglio presumibilmente a febbraio.
Un piano, dice il sindaco, Stefano Lo Russo, "che traccia una rotta di sviluppo, coesione sociale, sostenibilità ambientale e cura del nostro territorio, con elementi che proiettano anche sulla città metropolitana e oltre confine, grazie ai collegamenti infrastrutturali verso Liguria e Francia.
Un capoluogo di regione che diventa davvero una rete di interconnessione per persone e funzioni, che continua a mantenere forte il suo asse strategico infrastrutturale e la sua vocazione manifatturiera, oggi ovviamente diversa dal passato, ma che ibrida gli spazi, con una diversa relazione fra formazione e produzione, e che punta sull'innovazione".







