Risoluzione desiderata:

Il Senato approva le preferenze con capilista bloccati e respinge la proposta Pd. Il voto finale è previsto il 15 settembre

All'amo sulle preferenze pure del pd, la maggioranza di governo non abbocca. E dopo essersi ricompattata ieri in Senato sull'emendamento unitario, che prevede i capilista bloccati, spinge lo stabilicum o melonellum - la riforma della legge elettorale proposta dal centrodestra - al voto finale di martedì prossimo, 15 settembre, prima dell'ultimo definitivo passaggio in terza lettura alla camera. Resta l'incognita del voto segreto che lo scorso luglio proprio a Montecitorio ha giocato un brutto scherzo sulle preferenze all'esecutivo e che potrebbe riproporre inciampi sull'alternanza di genere.

La soddisfazione della Premier

Ma poco importa perchè dalla premier in giu' si rivendica il risultato: 'le preferenze tornano in parlamento dopo 35 anni su proposta di fratelli d'Italia', scrive in un post sui social la presidente del consiglio Meloni, rinfacciando alle opposizioni di non essere credibili ('non le hanno mai volute e anche un mese fa hanno hanno votato per bocciate'). Orgoglio sventolato oggi anche da uno dei suoi due vice, che si erano messi di traverso rispetto alla tentazione degli alleati di votare il subemendamento trappola dei dem sulle preferenze libere, raccogliendo così il guanto di sfida dei vannacciani che si sarebbe rivelato un boomerang. 'Il nuovo sistema elettorale rinforzera' la stabilita' del paese', afferma oggi il leader azzurro Tajani, sottolinando l'unità ritrovata del centrodestra. 'La trappola del pd non ci ha divisi' spiega oggi anche il responsabile organizzazione di via della scrofa, Donzelli.Salta il ballottaggio e viene riscritta la norma anti -cespugli, che permetterà di conteggiare anche i voti dei partiti sotto la soglia d'ingresso del 3 per cento ai fini del premio di maggioranza che scatta dopo il 42 per cento.