Se la premier Giorgia Meloni, di fronte al pronunciamento dei giudici sull’ex Ilva e alle richieste dei sindacati, si è limitata a un laconico «le decisioni non dipendono da noi», uno studio dedicato proprio agli impianti di Taranto evidenzia che una crisi industriale e ambientale che rimane senza soluzione può trasformarsi in una crisi di fiducia nella politica e nelle istituzioni democratiche. Questo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Administrative Science Quarterly ed è firmato da Elisa Giuliani del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa e Andrew Spicer dell’University of South Carolina. «Quando gli operai vengono lasciati di fronte alla scelta tra salute e lavoro senza una soluzione concreta, la responsabilità non viene più attribuita soltanto all’azienda, ma anche agli organismi di controllo, alla politica e allo Stato – spiega Giuliani - Lo scandalo industriale diventa così, nelle testimonianze dei lavoratori, il punto di partenza di una critica più ampia alla rappresentanza politica e alle istituzioni».

Giuliani e Spicer hanno analizzato oltre 230 testimonianze. Il materiale comprende dichiarazioni tratte da archivi giornalistici, libri e documenti audiovisivi, insieme a 56 interviste condotte direttamente con operai ed ex operai dell’ex-Ilva tra il 2020 e il 2025, per oltre 63 ore di registrazioni. Gli autori hanno inoltre esaminato più di 3.000 pagine di fonti documentarie e circa 17 ore di materiali audiovisivi.