Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) ha dichiarato inammissibile per difetto relativo di giurisdizione il ricorso della Regione contro l’ordinanza della Corte d’appello di Catanzaro che aveva giudicato ammissibile la richiesta di referendum popolare sulla legge di revisione statutaria che ha reintrodotto i sottosegretari e ampliato la Giunta a 9 componenti. Il Tar, pronunciandosi nel merito, oltre a dichiarare inammissibile il ricorso, ha anche “suggerito” «la possibilità di riproposizione dell’azione davanti al competente giudice ordinario».
A questo punto, le scelte della Regione Calabria potrebbero essere diverse: la prima è quella di chiamare i calabresi alle urne visto che il presidente della Regione ha già indetto la consultazione per domenica 29 novembre: la seconda è quella di presentare ricorso al Consiglio di Stato; la terza è quella “suggerita” dal Tar di adire al giudice ordinario; la quarta tornare in Aula per cancellare la modifica statutaria finita sotto i riflettori.La reazione del Gruppo PD
«La Regione ha scelto la strada del contenzioso per provare a fermare il referendum, ma tutto ciò non ha prodotto l’effetto desiderato. La pronuncia del Tar Calabria sul ricorso promosso dalla Regione riguardo il referendum sull'istituzione dei sottosegretari conferma quello che diciamo da tempo. Una questione così importante come la nomina di due sottosegretari, pagati centinaia di migliaia di euro all'anno con i soldi dei cittadini senza nessuna reale mansione, non può essere calata dall’alto ma deve essere decisa dai calabresi. E’ arrivato il momento che anche il Presidente Occhiuto se ne faccia finalmente una ragione e non continui con questo gioco al massacro». E' quanto si legge in una nota del Gruppo Pd del Consiglio regionale della Calabria che ha commentato la sentenza del Tar Calabria.«E’ arrivato il momento - secondo il gruppo del PD - che il nostro Presidente, da sempre inebriato dalla figura dell’uomo solo al comando, faccia un passo indietro e abbia il coraggio di tornare in aula in Consiglio Regionale e mettere fine a questa pagina triste della politica calabrese, messa in scena solo per moltiplicare le poltrone e dare risposte ai vari partiti della coalizione. Ora la palla è nelle sue mani e ci auguriamo, per il bene dei calabresi, che faccia la scelta di eliminare per le vie istituzionali le figure dei Sottosegretari. Perché perseverare “diabolicamente” sulla strada da lui intrapresa e portare i calabresi al voto in novembre per il referendum significherebbe perdere ancora tempo e sprecare ben 7 milioni di euro del bilancio regionale. La Calabria e i calabresi, caro Presidente, crediamo che abbiano altre priorità».











