HomeCronacaQuando Bonino organizzava aborti clandestini: dall’arresto alla legge 194. “Mi dissi: mai più nessuna come me”Appena 25enne la futura leader radicale fondò Cisa, una rete di centri che praticavano l’interruzione di gravidanza, vietata in Italia. Si autodenunciò consegnandosi alle autorità. Un dramma privato all’origine della militanza: “Io costretta ad abortire di nascosto, un’umiliazione”. La disobbedienza che fece la storiaEmma Bonino - la seconda da destra - durante una manifestazione per il diritto all'aborto (Fotogramma)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciMilano, 11 settembre 2026 – “L’aborto è una vistosa realtà sociale di fronte alla quale recriminazioni moralistiche o giuridiche sono inutili perché superate dalla concreta attualità dei fatti”. Recitava così nel 1974 il depliant di Cisa, Centro informazioni sterilizzazione aborto, fondato da Emma Bonino con Adele Faccio e il medico Gianfranco Spadaccia. L’aborto in Italia era illegale, punito dal Codice Rocco come un reato contro l’integrità della stirpe, ma da un anno Cisa praticava aborti clandestinamente: ne aveva eseguiti 4mila in un anno, con il metodo Karman (o aspirazione endouterina con cannula), che ginecologi militanti praticavano entro il primo trimestre di gravidanza in modo minimamente invasivo, rapido e sicuro,